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Basilicata: Heraclea, tra i resti della Magna Grecia

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La Basilicata offre numerosi spunti di fantasia, specialmente per chi come me è appassionato di storia. Il territorio lucano vanta un passato ricco di fiorenti colonie greche che hanno guidato la nostra civiltà per molti anni, prima che la potenza di Roma fiorisse.

In particolare, il territorio intorno all’attuale Policoro è stato teatro di eventi di una forte rilevanza storica che hanno in qualche modo cambiato le sorti del mondo.

Purtroppo, oggi non sono molti e ben conservati i reperti che testimoniano la fiorente cultura di città come Siris o Eraclea, la storia talvolta sa essere spietata.

Ho piacere di scrivere questo articolo per trasmetterti alcune delle mie conoscenze storiche su questo territorio, in modo che anche tu come me potrai camminare tra i reperti archeologici immaginando la Magna Grecia e possa avere la pelle d’oca per aver calpestato lo stesso terreno di personaggi come Annibale, Spartaco o Pirro.

Se tu non dovessi ancora apprezzare l’impresa, pensa alla tua professoressa di storia, lei sarebbe veramente orgogliosa di te 😉 .

heraclea basilicata

da siris ad Heraclea

Prima di essere fondata la città di Heraclea, il territorio era dominato dalla fiorente colonia Greca di Siris, fondata addirittura dai troiani nel 1.200 a.C. e successivamente fu popolata dai coloni della città di Colofone in asia minore, l’attuale Turchia.

All’epoca, come le poleis in Grecia anche le colonie erano in lotta fra loro e lo splendore e la ricchezza di Siris iniziò ad attirare le invidie delle altre città della Magna Grecia di origine achea come Metapontum (attuale Metaponto), Sybaris (attuale Sibari) e Kroton (attuale Crotone).

Le città, per limitarne la potenza, si allearono e la distrussero. Di Siris rimase solo il porto che fu utilizzato successivamente da Heraclea nata appunto sui resti della città di Siris.

Heraclea fu fondata nel 324 a.C. da Tarantini e Turioti, dopo una guerra che vide le due città come rivali.

In breve tempo, sotto l’influenza della potentissima Taranto, la città divento fiorente al punto di diventare la capitale della Lega Italiota, una Lega di colonie greche che si opponevano allo strapotere della città di Siracusa e del suo tiranno Dionigi che minacciavano di conquistarle.

heraclea basilicata

Pirro ad heraclea

Col tempo, la Repubblica Romana divenne sempre più fiorente ed egemone iniziando a minacciare le colonie greche del sud che opposero una notevole resistenza alla potenza di Roma, arrivando a chiedere rinforzo anche a Pirro, re dell’Epiro che sbarcò in Italia con il suo esercito, pronto a dare battaglia.

Heraclea nel 280 a.C. fu teatro dello scontro tra l’esercito di Roma e quello di Pirro ricordato appunto come Battaglia di Heraclea.  Questo fu il primo vero scontro tra la civiltà romana e quella greca, non solo ma fu anche la prima volta che i valorosi soldati romani fronteggiarono un nemico mai visto: gli ELEFANTI.

I romani persero la battaglia di Heraclea, questo rafforzò l’animo delle colonie greche che strinsero sempre più alleanze anti-romane, tuttavia il prezzo in vite umane che pagò l’esercito di Pirro fu altrettanto alto e non gli permise di continuare la guerra nel pieno delle forze.

Col tempo Pirro perse la guerra ed i romani si impadronirono dell’Italia meridionale.

Annibale ad heraclea

Durante la seconda guerra Punica, la città, ormai alleata dei romani, si trovò a fronteggiare lo spaventoso esercito di Annibale che la assediò e la conquistò. Anche Annibale, dopo aver seriamente minato la stessa sopravvivenza di Roma, fu costretto a tornare in Africa dove perse la battaglia di Zama e la guerra.

sito archeologico heraclea

Spartaco ad heraclea

Heraclea si riprese e tornò a splendere fino al 72 a.C. quando l’esercito di schiavi liberati comandato da Spartaco si diede al saccheggio di alcune città lucane. Gli abitanti di Heraclea furono costretti a rifugiarsi nella parte alta della città. In seguito, Spartaco ed il suo esercito furono sconfitti da Crasso (membro del primo triunvirato insieme a Cesare e Pompeo). Per non far dimenticare le sorti di chi sfidava la Repubblica romana, 300 gladiatori vennero crocifissi sulla via Appia, la strada che collegava Roma a Brundisium (attuale Brindisi).

Solo in epoca imperiale la città cadde in decadenza e, come succedeva troppo spesso, le pietre dei suoi edifici e monumenti vennero usate per la costruzione di altri edifici più moderni.

Heraclea Oggi

Oggi potrai camminare immerso nella storia tra le rovine di Heraclea, magari dopo una bella giornata al mare nei pressi di Policoro.

sito archeologico heraclea

SITO ARCHEOLOGICO DI HERACLEA: ORARI E PREZZO

Il sito archeologico di Heraclea è aperto dalla mattina fino a mezz’ora prima del tramonto e l’ingresso è gratuito.  Come ho già scritto, di quello che fu lo splendore di Heraclea rimangono solo rovine, in particolare dell’acropoli dove è ancora visibile l’impianto urbano costituito e si possono ben immaginare le vecchie vie disposte su assi ortogonali.

Se possiedi un drone, ti consiglio vivamente di portarlo con te, la prospettiva dall’alto regala sicuramente foto di notevole impatto, che permettono di inquadrare l’antica pianta dell’acropoli. Io ho fatto l’errore di lasciarlo in albergo ed ancora non riesco a perdonarmelo…

La maggior parte dei ritrovamenti di Heraclea sono conservati al Museo Nazionale della Sirtide di Policoro, nel museo troverai reperti che vanno dal neolitico fino all’età romana.

Il costo di ingresso è veramente simbolico, solo 2,50€.

Anche se non potrai osservarlo durante la tua vacanza Lucana, un ulteriore reperto di fondamentale importanza storica sono le Tavole di Heraclea, importantissime per la ricostruzione delle istituzioni che vigevano in antichità ad Heraclea e nella sua madrepatria Taranto.

Il reperto è preziosissimo in quanto non vi sono altre fonti letterarie che ci possano dare informazioni in merito, tuttavia le Tavole sono conservate nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli… urge organizzare una nuova vacanza.

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Fabio, appassionato di storia e di pizza, ama viaggiare, girare video, leggere e fare diving. Innamorato anche lui di Giotto.

2 Comments

  1. Che spettacolo, adoro i siti archeologici e questo sembra davvero magico. Fa un certo effetto trovarsi a camminare nei luoghi che hanno visto così tanta storia

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