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Storie di viaggiatori

La storia di Francesca: da manager a Londra a Tokyo

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Grazie mille Francesca per aver accettato di partecipare a questa intervista, ne siamo davvero felici.

Ti va di raccontarci un po’ di te, chi sei, da dove vieni ed il tuo background

Mi chiamo Francesca e sono un expat da 12 anni. 10 passati a Londra e 2 a Tokyo. La mia storia comincia a Milano dove sono cresciuta. Dopo una laurea in sociologia e i primi tentativi di approcciarmi al mondo del lavoro, decisi volevo fare un’esperienza all’estero e da allora non mi sono più fermata.

Com’è nata in te l’esigenza di cambiare città per la prima volta?

Sentivo che Milano e l’Italia non mi davano più stimoli. Il primo campanello d’allarme lo riconobbi quando, dopo un colloquio per un’azienda importante, la mia speranza era che non mi assumessero. Allora ho capito che dovevo ascoltarmi ed essendomi da poco laureata decisi che era il momento giusto per fare un’esperienza all’estero. Volevo un nuovo scenario dove costruire la mia identità fuori dagli schemi dei soliti luoghi, amici e situazioni.

Come ti sei trovata a Londra? C’è stato qualcosa che non riuscivi più a sopportare della tua vita lì?

Londra per me è stata e sarà sempre casa. Mi ha dato tanto da un punto di vista umano e professionale. Sono arrivata nel 2009 senza sapere che direzione volessi prendere e in 10 anni sono passata dal fare la cameriera a diventare un senior National account manager. Ho stretto amicizie importanti e infine comprato casa. A Londra ci stavo bene, ma dopo 10 anni stare bene non mi bastava più. Dopo una storia di 5 anni, mi sono trovata single, con un buon lavoro, un mutuo e tanti splendidi amici, però mancava quella scintilla che ti fa svegliare la mattina piena di energia e voglia di fare.

La prima volta in Giappone ti sei sentita a tuo agio oppure spaesata?

Poi c’è stata la vacanza in Giappone. Era marzo 2018 e, tra la fine del vecchio lavoro e l’inizio del nuovo, mi sono trovata a visitare un paese che mi ha sempre affascinato, ma che non è mai stato un sogno né una fissazione. Tuttavia, dal primo momento che ho messo piede a Tokyo, mi sono sentita subito a casa. Nonostante i visi sconosciuti, la lingua incomprensibile e le scritte indecifrabili di cartelloni e insegne, ho sentito immediatamente un senso di appartenenza a questa città.

Francesca tokyo

Come hai maturato la decisione di trasferirti proprio in Giappone?

Finita la vacanza in Giappone, mi trovai a passare ore a pianificare il prossimo viaggio a Tokyo e nel frattempo trovavo mille scuse per lamentarmi del nuovo lavoro e della noia della mia vita a Londra. Alla fine capii che non c’era nulla che non andasse nella mia vita a Londra, semplicemente il richiamo per il Giappone era diventato talmente forte da rendere tutto più grigio. Se andare a Londra fu un allontanarmi da qualcosa, la decisione di andare in Giappone è avvenuta per il desiderio di andare verso qualcosa.

Cosa ti piace della tua vita in Giappone?

Del Giappone amo in binomio di antico e moderno, rurale e urbano che coesistono in perfetta armonia. Apprezzo la pulizia e l’ordine, così come la sicurezza e il bassissimo tasso di criminalità. Di Tokyo in particolare mi affascina la varietà di luoghi e paesaggi, il sistema di trasporti efficiente ed il fatto che è una città che non dorme mai, dove ci sono bar, locali, ristoranti e supermercati aperti a tutte le ore. Ma soprattutto, della mia vita in Giappone amo il controllo che ho sul mio tempo. Per trasferirmi in questo paese ho dovuto cambiare carriera, diventando un insegnante d’inglese. Questo mi ha consentito di scegliere di lavorare su progetti che si adattassero allo stile e ritmi di vita che desideravo.

Come sei riuscita ad organizzare in modo accurato il trasferimento in Giappone?

Personalmente ho scelto di trasferirmi in Giappone con un visto studente, anziché lavorativo per tre motivi: sono partita da sola e, non conoscendo nessuno, volevo un ambiente dove poter socializzare e instaurare amicizie. Volevo imparare la lingua e, con un lavoro a tempo pieno, sapevo che non avrei mai preso lo studio in maniera seria e costante. Volevo avere tempo a disposizione per esplorare il Giappone che un lavoro a tempo pieno non avrebbe mai consentito. Per questi motivi scelsi di fare un anno con visto studente per poi passare a visto lavorativo. Da un punto di vista lavorativo è stato essenziale trovarsi già in Giappone per avere una comprensione maggiore del mondo del lavoro e attendere colloqui. La transizione da studente a lavoratore è stata quindi semplice e lineare, soprattutto perché avevo chiaro ancor prima di partire a quale lavoro mi sarei candidata.

Ci parli della tua filosofia di vita, cosa pensi del futuro, dei programmi e della felicità

Se siamo fortunati abbastanza da essere in salute e vivere in un paese democratico che consente istruzione e opportunità, dovremmo fare il possibile per essere felici, perché è un privilegio che non tutti hanno. La vita è una sola, ma la si può cambiare. Per farlo è importante sapersi ascoltare e non nascondere la testa sotto la sabbia. Non è sempre facile, ma uscire dalla propria zona di conforto, può essere lo stimolo giusto per fare quel cambiamento necessario ad essere felici.

Francesca tokyo

Pensi di rimanere per sempre a vivere in Giappone?

Non so cosa mi riserverà il futuro. Quando sono partita per Londra il mio piano era di restare per 3 mesi, poi sono diventati 10 anni. Il Giappone per ora è casa, ma non è una sfida che devo vincere a tutti i costi. Non mi ostinerò a restare se le circostanze della vita dovessero cambiare: se una nova opportunità mi portasse altrove o se la gioia di vivere qui si dovesse esaurire, sarò pronta ad affrontare un nuovo cambiamento armata di tutti gli insegnamenti che ho imparato nel corso della mia vita.

Ci racconti un episodio divertente inerente ad un fraintendimento dovuto a culture e consuetudini diverse (se ne hai qualcuno)

Ricordo la mia prima volta in un Ryokan (un albergo tradizionale giapponese) dove è consuetudine indossare uno yukata, un kimono di cotone tradizionale giapponese. Il modo in cui l’avevo chiuso era sbagliato: soltanto ai funerali si sovrappone il lato destro sul sinistro. La mia guida giapponese allora mi spiegò un metodo infallibile per ricordarmi che il lato sinistro dell’indumento deve essere sovrapposto sul lato destro: devi immaginare che il tuo partner, abbracciandoti da dietro, faccia scivolare la sua mano all’interno del tuo indumento. Questa azione è possibile solo se i lati sono sovrapposti correttamente. Inutile dire che da allora non ho più sbagliato.

Per seguire la sua vita a Tokyo, la trovi su Instagram—-> JAPANSTORYTELLER

Grazie ancora per il tuo contributo e la tua disponibilità, ti auguriamo il meglio, e
siamo contenti che ci hai arricchito con la tua storia di vita!

Stefania, copywriter e digital strategist, amo leggere, viaggiare ed ascoltare le storie dal mondo. Adoro l'Asia. Vegan, piena di speranza per un pianeta migliore, innamorata del mio cagnolino Giotto.

Stefania, copywriter e digital strategist, amo leggere, viaggiare ed ascoltare le storie dal mondo. Adoro l'Asia. Vegan, piena di speranza per un pianeta migliore, innamorata del mio cagnolino Giotto.

6 Comments

  1. Devo ammettere che mi ritrovo molto nelle parole di Francesca quando dice che non c’era niente che non andasse nella sua vita a Londra. Semplicemente sentiva un forte richiamo verso un altro posto.

    Mi trovo nella stessa situazione in questo momento. Credo di aver appreso tutto quello che Londra potesse darmi ma ora è il momento di un nuovo capitolo.

    Bellissimo anche il pensiero di non mettersi limiti per il futuro se il Giappone non sarà più il giusto paese dove vivere.

    • admin Reply

      Ciao Roby,
      la sua filosofia di vita mi è piaciuta moltissimo.
      E a te dove piacerebbe andare ora?

  2. Bellissima questa testimonianza; apprezzo sempre un po’ di sana incoscienza che insieme al coraggio permette di tuffarsi in nuove avventure. E poi il Giappone è così carico di fascino con la sua storia e le sue tradizioni che comprendo come abbia suscitato una forza magnetica irresistibile.

  3. Che bella storia piena di vita e felicità. Complimenti a Francesca per il coraggio e per l’atteggiamento positivo verso la vita. Mi ha proprio incuriosito, la vado a seguire su Instagram per seguire le sue avventure in Giappone!

  4. Mi piace moltissimo leggere le testimonianze di chi cambia vita, che sia in Italia o all’estero. Poi il Giappone deve essere un luogo così affascinante, veramente non riesco ad immaginarlo. Sembra fluttuare in una dimensione tutta sua.

  5. Bellissimo racconto di vita! Mi sono ritrovata partecipe empaticamente delle scelte professionali (e non) di Francesca e ho seguito con entusiasmo il suo percorso! Non è facile avere l’onestà di seguire il proprio “stomaco”, quando chiama allarme..spesso ci si adagia per paura di intraprendere una strada nuova e, perciò, sconosciuta! Complimenti!

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